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La Via Julia Augusta, costruita dai Romani nel 13 a.C, congiungeva la Valle Padana al territorio dei Liguri Sabazi ed Ingauni: passando dai versanti interni, giungeva in Val Ponci a Finale Ligure e. risalendo sino all'altura di San Bernardino, proseguiva per la Gallia, da poco conquistata da Giulio Cesare che aveva sconfitto ad Argovia l'esercito di Vercingetorige.
Nel II secolo d.C., presumibilmente durante il regno dell'Imperatore Adriano, vennero edificati in Val Ponci cinque ponti, unico esempio di edilizia stradale in Liguria.
La Val Ponci è raggiungibile da Calvisio: si svolta a destra attraverso uno stretto ponte preludio alla strada asfaltata per Verzi e, prima di giungere al paese, si prende una mulattiera sulla sinistra, al cui imbocco si può ammirare uno spuntone di roccia nel quale la tradizione ha identificato il simulacro del dio celtico Penn.
Dopo alcune centinaia di metri si incontra il primo ponte (delle Fate, in quanto posizionato in prossimità del ripido sentiero (ora invaso da una fitta vegetazione)  che - sulla destra - conduce all'omonima grotta): è il meglio conservato anche perchè restaurato in epoca recente; l'arco a tutto sesto è costruito in blocchi di pietra del Finale, è solido e il ponte è ancora in uso.
Proseguendo per l'alveo di un torrente si incontra il secondo ponte (Ponte Sordo): di esso rimangono solo rovine ed il muretto di una rampa di accesso.
Continuando il cammino si incontra il terzo ponte (delle Voze): ancora ben conservato, è stato costruito in blocchi di pietra scura, in parte mancanti sull'arco.
Fra il terzo ed il quarto ponte un sentiero sulla destra (indicato da un rozzo cartello) si inerpica sino alle Cave Romane: scavate con un metodo di coltivazione detto "picco e mazzetta, fornirono il materiale per la costruzione dei ponti e della Via Julia Augusta.
Il quarto ponte (dell'Acqua) sorge in prossimità di una casa colonica detta "Cà du Puncin": discretamente conservato (anche se le pietre dell'arco sono in buona parte cadute), è stato anch'esso costruito in pietra scura
Si giunge infine al quinto ponte (di Magnone) la cui struttura e crollata a valle: di esso rimane solo una pila sperduta nel bosco di castagni circostante (non visibile dal sentiero).

La visita ai cinque ponti permette di effettuare una delle più belle escursioni del Finalese: pressochè interamente all'ombra, è caratterizzata da un percorso in salita accentuata solo in alcuni punti. Non è infrequente l'incontro con escursionisti in mountain bike che l'affrontano in discesa, partendo dalla Colla di Magnone (poco oltre il quinto ponte) o dall'Altipiano delle Manie.

 


 
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